Che coltivare un orto sia forse coltivare il mondo e che innaffiare un ciclamino sia un atto di resistenza sentimentale, un dire io sono qui, ora, e mi prendo cura.


domenica 22 gennaio 2012

D'acqua.


Quasi magiche, vivono un po' dappertutto, non sono disturbate dai termosifoni, dalle correnti d'aria e neanche dalla scarsa luce invernale di casa mia. Sembrano di un altro pianeta, crescono moderatamente poco, senza mai però apparire stentate, assumono forme sinusoidali e graziose, e mai sono toccate da parassiti, depigmentazioni, secchezza fogliare. Ai veri giardinieri non danno granché soddisfazione, perché chiedono e richiedono quasi nulla, ma io le amo tanto, per le loro radici anfibie e per il loro impegno di trasformazione e per quella trasparenza che riluce nelle giornate di sole.


Le piante nell'acqua vivono nei barattoli della marmellata e dei sottaceti, nelle vecchie ampolle da farmacia, nelle bottiglie del gin. Io cerco il vetro trasparente perché adoro guardare le geometrie delle radici, ma forse starebbero bene anche in quello scuro.



Alcuni dicono che tutte le piante potrebbero trasformarsi in ninfee, ma a dire il vero a me riesce bene solo con il classicissimo potos, con la miseria (tradescantia), con i lucky bamboo cinesi e con tutti i tipi di edera. Di solito le mie piante d'acqua sono piccole talee senza radici, e quindi nascono già acquatiche. Per le altre la trasformazione è solo un pochino più complicata, ma tutte si adattano, a me sembra con gioia, al loro nuovo mondo.




Cosa occorre:
Acqua (da non cambiare mai, ma soltanto da aggiungere ogni tanto), sassi o conchiglie o pezzi vetro colorati, per creare sostegni e soprattutto per bellezza, un pizzico -quando mi ricordo- di polverina da idrocoltura, per nutrirle un po,' e basta.

Poi guardarle, come si guarda un acquario. Perché sembrano pesci, stanno solo più ferme.


6 commenti:

Braccio ha detto...

Bellissimo post, come al solito. Ma quella strana pianta rossa e gialla, a forma di falce e martello, in che acqua la fai crescere? Sembra molto rigogliosa...

giulia capotorto ha detto...

Grazie. Mi fa piacere che tu l'abbia notata. Essendo esemplare in via di estinzione, ne sono piuttosto orgogliosa. La sua specie ha avuto fasi alterne. Da pianta curativa apprezzata, soprattutto dalle classi lavoratrici, per le sue proprietà taumaturgiche, a essenza inebriante per intellettuali, universitari e artisti,è diventata, per un certo periodo vagabonda e infestante, rivelando, attraverso usi impropri, il suo potere distruttivo e liberticida. Cacciata peggio degli afidi delle rose, si è indebolita, ricomparendo a chiazze nell'arte topiaria di giardini dell'alta borghesia e all'occhiello di maestri imbolsiti. Originariamente era di un abbagliante rosso vivo, oggi è un po' annacquata, in attesa di tempi migliori. E intanto io l'annaffio e attendo i suoi fantomatici fiori.

Braccio ha detto...

Io sto coltivando una piccola pianta a forma di A maiuscola racchiusa in un cerchio, nel mio giardino interiore. È una pianta preziosa e rara e ha bisogno di pochissima luce. Magari un giorno mi darai dei consigli su come alimentarla.

CalogeroMiraCucinaERicette ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CalogeroMiraGiardinaggio ha detto...

In bocca al lupo :-).

giulia capotorto ha detto...

Grazie mille Calogero!