Che coltivare un orto sia forse coltivare il mondo e che innaffiare un ciclamino sia un atto di resistenza sentimentale, un dire io sono qui, ora, e mi prendo cura.


mercoledì 16 maggio 2012

Dai diamanti non nasce niente.

 
Dal letame nascono fiori. 

Ammetto di essere molto affezionata a questo verso di De André, che ho ascoltato innumerevoli volte e ho anche visto scritto su un muro di via del Campo, nei vicoli del centro storico di Genova, insomma, ammetto che soprattutto motivi squisitamente sentimentali e anche un po' superficiali mi hanno condotto a farmi regalare il libro di Serena Dandini. Di solito non leggo volentieri i libri di persone televisive, neanche quando sono culturally and intellectually correct and approved come lei. Ci vedo sempre quel poco di opportunismo e di flash di macchine foto e cerone.
Invece è stata una sorpresa piacevole.
Primo perché è di facile facilissima lettura, e questo non guasta, inutile fare gli snob.
Secondo perché ci si riconosce dentro una vera passione un po' disordinata e onnivora e sentimentale, e io mi sono riconosciuta.
Terzo perché è zeppo di aneddoti stravaganti o teneri, raccontati senza troppo indugiare, e uno si trova a pensare che sarebbe bello leggere (o scrivere) un libro su ognuno di questi.
Quarto perché, senza mai salire in nessun tipo di cattedra, racconta dei fiori per parlare di resistenza, educazione e civiltà, e insieme non dimentica di parlare di fiori.
Quinto perché a un certo punto, e inaspettatamente, compare la grafia spigolosa e molto maschile di Fabrizio De André che disegna il suo campo all'Agnata e scandisce i ritmi dei concimi per azalee e alberi da frutto (molto letame, nessun diamante).

L'ho letto in due giorni due e un po' mi è dispiaciuto di averci messo così poco.

5 commenti:

Marcella Scrimali ha detto...

Cara Giulia, anche io ho letto il libro della Dandini e l’ho conservato tra quelli a portata di mano, da rivedere ogni tanto per rileggere una notazione interessante o ricercare una utile informazione. E’ il suo modo di scrivere che mi piace: personale ed informato con in più delle note finali che attestano un mondo di letture ed approfondimenti sul verde che sono indizio di una solida cultura, giardiniera e non.

BEGONIA ha detto...

me l'hanno regalato a natale e non l'ho ancora cominciato! provvedo subito :-)

Gabriella ha detto...

Condivido in toto sia la tua presentazione che il commento di Marcella...però a me non è piaciuta la grafica del libro, che mi è parsa un po' leziosa :)

giulia capotorto ha detto...

Sì, è proprio un libro piacevole e pieno di storie, e nello stesso tempo preciso e chiaro. Anche io, come Gabriella, non amo molto la grafica, che mi sembra leggermente ingenua e non tanto raffinata...

cecilia ha detto...

io l'ho letto a pezzettio al di sopra della spalla di mia madre, non vedo l'ora di prenderlo in mano per un uso più tradizionale!