E poi a pensarci bene, un mazzo di fiori è un dono di una specie molto speciale (non richiede reciprocità, non richiede impegno, non richiede neanche davvero gratitudine, puro omaggio e ringraziamento all'esistenza, con buona pace di Marcel Mauss e anche dell'osticissimo Jacques Derrida).
Quasi impossibile non accettarlo. Nel riceverlo, ci si sente un po' come la Callas o la Carla Fracci, o la Pausini, secondo i gusti, divinità in diritto d'essere venerata. E basta.
Un vestito obbliga a essere indossato, almeno una volta, almeno in presenza del donante.
Un gioiello è un impegno.
Un vaso deve essere esposto.
Un libro deve essere letto, almeno nel retro copertina, perché richiede d'essere commentato.
Una scatola di cioccolatini deve essere mangiata, e offerta.
Persino una pianta deve essere travasata e curata.
I fiori no. Richiedono solo di essere guardati, fino a quando se ne ha voglia.
