Che coltivare un orto sia forse coltivare il mondo e che innaffiare un ciclamino sia un atto di resistenza sentimentale, un dire io sono qui, ora, e mi prendo cura.


giovedì 22 marzo 2012

L'Amazzonia delle cavallette.


A noi generalmente colpiscono le cose grosse. Quelle piccole spesso non le vediamo, oppure le calpestiamo.  A volte le cose piccole sono fortunate, perché rientrano nella categoria del "carino", ma di solito non è così: ascoltiamo chi urla e zittiamo chi sussurra, ci scostiamo se passa un gigante e travolgiamo un nano, ce ne freghiamo allegramente di camminare sopra l'erba e le formiche, ma di solito ci farebbe quanto meno impressione schiacciare un pioppo o una mucca o un pugile.
Insomma, nel mondo che viviamo inevitabilmente, a nostra proporzione, spesso ci rimane ignoto tutto un altro mondo, che vive alla sua, di misura.


 Per fortuna ci sono film come Microcosmos, oppure le notizie come quella che è apparsa oggi sul Corriere: i prati europei sono più ricchi di biodiversità della foresta amazzonica.
Abutilon , tarassaci, trifogli, campanule, achillee,vinche, malve, alchemille, camomille e tutte le piccole piante spontanee che vengono in mente e anche no e che magari vediamo come moltitudini e macchie di colore senza neanche sapere che hanno un nome, sono tutte parte di foreste amazzoniche o pianeti sconosciuti.


 Affascinanti ed esotiche proprio come palme, liane, alberi della gomma e orchidee, solo a saperle guardare con gli occhi dei grilli, dei bruchi o delle libellule.

 

6 commenti:

Gabriella ha detto...

Splendido il tuo blog, lo farò vedere al mio marito giardiniere! Le foto sono tue? Posso però usare la matita blu della prof? Il verbo colpire è transitivo, non si dice "A noi colpiscono", neanche su un blog (credo)...

giulia capotorto ha detto...

Ciao Gabriella, mi fanno molto piacere le tue parole, perché sei tu, e anche perché tuo marito giardiniere è uno dei miei modelli. Le foto sono mie dove non è indicato anche se (ops) in quest'ultimo post mi son dimenticata di citare le fonti..
Per quello che riguarda grammatica, concordanze e sintassi, devi sapere che ne sono maniaca -anche più di un tempo. Odio le sciatterie, i refusi e tutta la scarsa cura della lingua che impera un po' dappertutto. Questo non vuol dire, però che io mi privi del gusto di giocare a mio piacere con il linguaggio. Come forse hai visto o vedrai, il mio blog è pieno di colloquialismi, anacoluti e licenze "poetiche". È un modo di scrivere voluto e cercato nella maggior parte dei casi, che rappresenta quello che, se non fosse troppo presuntuoso, definirei il mio "stile". Per dire, a me interessava enfatizzare la prima frase del post. Per essere corretta secondo le regole sintattiche avrei dovuto scrivere "le cose grosse ci colpiscono", ma questa costruzione avrebbe mutato l'intenzione del mio incipit.
Detto ciò, se troverai errori o imprecisioni, ti prego di usare a piene mani la matita blu :-). Un abbraccio, giulia

BEGONIA ha detto...

io invece non avrei corretto nulla (via le matite delle prof!!) e trovo che i tuoi post siano uno più affascinante dell'altro

lorenza zambon ha detto...

giulia questa immagine micro-macro prato foresta è proprio "una delle cose che piacciono a me" ! la condivido su fb e sul mio blog se non ti dispiace. buona primavera

giulia capotorto ha detto...

@Begonia, ovviamente in questo post c'è un pensiero per le tue "piccole cose".

@Lorenza, buona primavera anche a te e mi fa davvero piacere se condividi i miei pensieri.

BEGONIA ha detto...

se ti va leggi qui, ci sei anche tu
http://unacosapiccola.blogspot.it/2012/03/novita-sul-balcone.html